Le rovine di Vanvitello

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Le rovine di Vanvitello

Le rovine di Vanvitello è un quadro del 2006, un altro dipinto che si scosta dallo stile di Bruno Colla, ma che ne sottoli­nea la bravura nel rappresentare una tec­nica e un linguaggio diverso. Con il dipinto Le rovine di Vanvitello sembra di entrare in un quadro del Gior­gione, pittore veneziano, amato e tanto studiato da Colla. È sicuramente un paesaggio idilliaco quello che ci viene presentato. La nostra attenzione si sofferma princi­palmente su un fiume che divide il pae­saggio in due parti: un primo piano e un secondo piano. Nel primo piano troviamo dei colo­ri più forti, tinte cariche e ben defini­te; ci sono dei personaggi, tre donne che chiacchierano animatamente sedute su delle alture e dall’altra parte una madre e un bambino. La donna sembra intenta a guardare al di là del fiume mentre il bambino è l’unico ad accorgersi della nostra presen­za. Al di là del fiume i colori si fanno più tenui, ci sono delle rovine, forse di edifici romani visto l’arco, e più in là an­cora il paesaggio continua sino alle mon­tagne che sembrano assumere lo stesso colore del cielo. Due visitatori ammirano il paesaggio e in fondo minuscoli altri stanno percor­rendo il sentiero. Bruno Colla, inserisce qui alcune lezio­ni acquisite dai grandi maestri classici, in particolare Leonardo e Giorgione, sulla prospettiva tonale: più l’occhio si allontana dal primo piano, più il colo­re sia affievolisce e si sfuma perdendo di definizione, spetta allo sguardo di chi osserva completare l’immagine. L’altra grande lezione Colla l’ha appre­sa da Veronese, pittore che dimostra di conoscere molto bene, soprattutto nel rappresentare il classicismo delle rovine e del paesaggio, i pioppi che de­limitano qua e là territorio di Vanvi­tello, ma soprattutto l’espediente del bambino che si rivolge all’osservato­re proprio come la bambina di Villa Barbaro a Maser che con la sua testa fa capolino da una porta e sembra essere l’unica ad accorgersi del vi­sitatore. Il cielo qui è rappresentato con delle nuvole che trapassano l’azzur­ro e rendono questa giornata tranquil­la, ma allo stesso tempo piena di vita e di storia.

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