La pastorale

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La pastorale

In un’atmosfera idilliaca, Bruno Col­la, rappresenta un dipinto che ha il sapore di un tempo lontano, di an­tico, e richiama quei soggetti tanto cari ai pittori di fine Quattrocento e inizi Cinquecento. La pastorale è il titolo del quadro e la scena che ci ap­pare è quella di una giornata tipo in un paesino collinare. Questa rappre­sentazione si discosta molto dall’at­tuale pittura di Colla, è sicuramente uno di quei quadri che ha segnato il cammino formativo dell’artista assie­me ad un altro dipinto, Le rovine del Vanvitello, in cui si ha la sensazione di ritornare indietro in un tempo in cui i nostri nonni vivevano all’aria aperta, lavoravano la terra e sfruttava­no appieno le risorse che essa offriva. Il dipinto si può dividere in tre par­ti e l’espediente che guida l’occhio in questa suddivisione è la siepe, quella siepe così cara a Leopardi che impe­diva che lo sguardo andasse al di là, ma non impediva all’immaginazione di vedere infiniti spazi e di ascoltare sovraumani silenzi. In questo caso, la siepe ci permette di vedere, come in una fotografia, diversi momenti della vita contadina e poter così assaporare i ricordi di un tempo che ormai non c’è più. Il primo piano è riservato alle figure umane, troviamo raggruppati dei personaggi: il pastore, che sembra quasi spiare le donne che sono nella riva del fiume, le contadine che vanno a lavare i panni e il pescato­re, che Bruno Colla dipinge con sem­bianze femminili. Nel secondo piano invece ci sono degli animali al pasco­lo, guidati e severamente controllati dal pastore; in lontananza appare un uomo a cavallo, forse portatore di una missiva, o forse semplicemente un fo­restiero che vuole chiedere ospitalità nel paese poco più in là. Nell’ultimo piano troviamo le abitazioni: case ap­pena segnate dal tocco del pennello, che danno l’idea della lontananza e si differenziano dalle case sulla sinistra, definite con un tocco di pennello più deciso e con colori più carichi. Fanno da cornice a questa scena cam­pestre un meraviglioso albero che sembra emergere dal dipinto stesso e un tenue cielo che non disturba l’in­tera composizione, offre anzi il senso di un tempo ormai passato.

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