Paesaggio con barche

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Paesaggio con barche

L’esperienza visiva è sempre quella di un paesaggio vissuto: ogni onda è “accompagnata con lo sguardo” fino a infrangersi sul molo, ogni asperità di scoglio, spuma d’onda o moto di nu­vole è una percezione antica che rivi­ve uguale e sempre nuova. In Bruno Colla la contemplazio­ne dei luoghi cari e la necessità di dipingere coincidono con la stessa appassionata forza. La natura per il pittore di Maser, non è mai solo uno spettacolo, ma un ambiente di vita; dai suoi quadri emerge una attacca­mento a quelli che sono i luoghi in cui è nato e vissuto, un ambiente visto dal di dentro attraverso visioni emozio­nali che fanno coincidere luogo osser­vato e stato d’animo che lo percepisce. Dove tutto è in movimento Bruno Colla cerca di portare l’immobilità dipingendo i luoghi che rimarranno fissi nelle mente delle persone che li osserveranno. Il pittore, nel pae­saggio che non smette di incantare i suoi sensi, ha davanti a sé l’istante da catturare, una realtà in fuga dove i cie­li trascolorano e le apparenze mutano di continuo, e anche le sensazioni si avvicendano transitorie e rischiano di svanire velocemente; dipingere è ne­cessità di fissare nello spazio immagi­nario del quadro ciò che sfugge. Da qui nasce l’esigenza di raccontare con i colori ciò che si percepisce con i sensi, cercando di riempire la tela con quei ricordi che tanto hanno impres­sionato il pittore. Bruno Colla dipinge a colore pieno, la sua bravura, si è visto, sta proprio nell’emozionare attraverso i colori e le tinte che sono avvicinate con gusto e con bravura. Il colore esce sicuro dalla tavolozza accesa e si espande a macchie, compo­nendosi nel grande formato delle tele in cui il pittore dà vita a rappresenta­zioni emozionanti, in questo caso un paesaggio di barche in cui si notano i magici riflessi che la luce dell’acqua fa con i profili delle barche. Si inizia dall’azzurro e si va poi verso il ros­so, il marrone e le tinte chiare per poi schiarire e sfumare: le tinte che man mano emergono e si stratificano dan­do plasticità alla composizione. Sotto giochi di velature e trasparenze palpita però una malinconia, un silen­zio strano, nessuna voce umana, tutto tace e tutto riposa.

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