Ballerini in piazza

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Ballerini in piazza

In un contesto di allegria si sviluppa questo nuovo dipinto di Bruno Colla, realizzato nel 2002. Lo stile qui appare completamente diverso dai soliti dipinti, dai ritratti e dalle feste paesane che solitamente Bruno ritrae, questo sembra un dipinto del Seicento, Settecento. Tutti i ballerini qui si muovono in un contesto strutturato architettonicamen­te: una piazza costruita attraverso l’uso della prospettiva, un edificio che accom­pagna lo sguardo verso lo sfondo da cui si ergono due colli con sopra dei paesi fitti di case; più in là le montagne che sovrastano un cielo chiarissimo. Molto chiari i colori utilizzati per questo cielo, colori tenui che non vanno a intaccare quelli più forti del primo piano. Qui troviamo infatti tre­dici ballerini, ognuno nella sua posa; molto particolari quelli che si trovano accovacciati in basso quasi ad aprire un ipotetico sipario, sono, queste, due figure di bilanciamento perché creano armonia e riempiono gli spazi. La nostra attenzione si sofferma prin­cipalmente sulla coppia in primo piano vestita con i tipici abiti d’epoca: lui una giacca lunga blu e calzamaglia azzurra, lei un vestito giallo con una camicia bianca e dei fiori che addobbano la te­sta e i capelli. In questo dipinto Bruno Colla si con­centra non più sul colore, ma sui mo­vimenti e sugli sguardi d’intesa che collegano i ballerini rendendoli un unico gruppo di ballo. Tra tutti spic­ca ancora una ballerina che cattura la nostra attenzione, ci guarda, chiama l’osservatore ad entrare nel dipinto con il suo sguardo languido. Ella è girata di spalle, ma si gira con molta femminilità e lascia intravedere il suo viso, gli occhi e le labbra. In secondo piano, altre coppie bal­lano; l’attenzione del pittore si con­centra chiaramente sul primo pia­no: sulla coppia che balla, sulle due damigelle che chinate aprono il sipario e sulla giovane che invita gli osservatori attraverso lo sguardo e attraverso il movimento del collo. Il pittore qui lascia che il secondo piano venga interpretato da chi osserva, che deve cercare di rielaborarne i par­ticolari, ma soprattutto cercare di capi­re quali parole si sussurrano i ballerini.

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