Villa Barbaro di Maser

Codice quadro: img_citta/02x.jpg - Villa Barbaro di Maser

Villa Barbaro di Maser

Nato da una fotografia scattata in un giorno di festa, questo dipinto rappre­senta una delle più belle opere archi­tettoniche e pittoriche di Maser: villa Barbaro. Visitata da moltissimi amanti dell’arte, la villa nasce da un’insolita e straordinaria collabora­zione tra progettista, pittore e com­mittenti riuscendo così a fondere in un equilibrio esemplare la villa, l’azienda e il paesaggio. In un bellissimo studio prospettico Bru­no Colla riproduce non una solita imma­gine frontale della villa, ma uno scorcio particolare. La bravura di questo arti­sta sta proprio nell’uscire dagli schemi predefiniti della società per ricreare con originalità un opera nota a tutti e da molti già riprodotta. I suoi quadri sono, infatti, frutto di una rielaborazione della società; quello che Colla propone all’osservatore lascia sempre stupiti. Molti sono i particolari da nota­re a partire dall’uso dei colori che si amalgamano sulla tela quasi come una foto e il tocco sapiente di un maestro del colore quanto quello di un preciso disegnatore prospettico. Protagonista non è più il corpo cen­trale della villa elevato in due pia­ni - all’epoca residenza della famiglia Barbaro - ma la barchessa e la meri­diana, luoghi più vivi e attivi dell’atti­vità agricola. I diversi piani poi sono scanditi dalla pre­senza di visitatori che sembrano mettersi in posa per essere immortalati nel dipinto di Colla, visitatori che danno un senso di tranquillità e di spensieratezza alla giornata, aiutati anche dai toni caldi dei colori, soprattutto dal verde dell’erba e dal colore azzurro del cielo intervallato da nubi chiare. Non può sfuggire la precisione maniacale con cui è rappresentato il muretto del­la villa su cui si stagliano i colori sgar­gianti delle vesti dei visitatori, colori che si inseriscono molto bene nell’armonia creata da Bruno Colla per rappresentare quest’opera architettonica di Maser.

Villa Barbaro di Maser

Notiamo qui un altro scorcio di Villa Barbaro di Maser, lo scorcio più usato dai pittori per raffigurare quest’opera del Settecento veneto. La villa era la tipica residenza patrizia che si sviluppa tra la fine del xv seco­lo e il xix secolo nel territorio veneto divenendo una moda, diffondendosi a tal punto che le famiglie nobili spese­ro enormi ricchezze per costruire delle ville da usare solo d’estate. Il dipinto di Bruno Colla sembra de­scrivere molto bene la struttura della villa, che qui viene ritratta frontalmen­te, presentandosi quindi con al centro la casa dominicale, che era la residenza dei proprietari, più elaborata e orna­ta in quanto luogo di rappresentanza, nonché di villeggiatura estiva. Questo era il perno della villa, il “pal­coscenico” della vita familiare, dove si ricevevano gli amici e i visitatori, si ascoltavano concerti e si seguivano gli spettacoli teatrali. Collegati alla villa troviamo degli edifici chiamati bar­chesse, nelle quali veniva organizzato il lavoro e dove si trovavano le cucine e le abitazioni dei contadini, le stalle e altri annessi rustici. La straordinaria struttura architettoni­ca favorì e provocò un’intensa fioritura di tutte le arti decorative connesse con l’architettura: scultura e pittura, deco­razione a fresco ed ebanisteria, arte dei giardini e regolazione delle acque ne­cessarie a fontane, peschiere e laghetti, qui rappresentati da Bruno Colla attra­verso l’uso di colori naturali, che non intaccano la visione fotografica della villa. La bravura di questo pittore sta proprio nell’usare i colori come soli­tamente si usa la prospettiva, cioè per differenziare in modo evidente i piani e per sottolineare le diverse divisioni del dipinto. In questo caso vengono usa­ti diversi toni di verde per il giardino che delimita la parte centrale e per il giardino che, delimitato da una siepe, accompagna le barchesse. Un altro tono di verde viene usato invece per gli alberi che fanno da sfondo alla villa. Quest’abitazione è stata raffigurata da molti perché rappresenta l’emblema di una società e di un secolo. Quella di Colla rimane comunque una delle mi­gliori versioni grazie all’uso del colore e all’attenzione riservata a tutti i parti­colari non solo della villa, ma anche del giardino e dell’inferriata che racchiude questa splendida opera d’arte.

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