La banda di Maser

La Banda di Maser è un dipinto di grandi dimensioni, sicuramente un quadro che vuole raccontare un pezzo di storia di questo paese. Il soggetto ancora una volta non è studiato, non è creato in studio, ma istintivo. È così che lavora questo artista: con la passione di rappresentare quello che emoziona, quello che ha un significato, non per il gusto di vendere, ma per l’emozione di essere un grande artista che rimane impressionato di fronte a una cosa semplice: La Banda di Maser. Nulla viene tolto al contesto originale: un giorno di festa, il passaggio della banda nella piazza, le auto parcheggiate, le case che fanno da cornice a questo evento. Nulla disturba l’insieme. È perfetta la stesura del colore dell’edificio, dei fiori, dei coppi del tetto e della tendina che sembra portare l’osservatore all’interno di una fotografia; i colori sono stesi così omogeneamente che solo se si abbassa lo sguardo verso il primo piano ci si accorge essere davanti a un dipinto. Bruno Colla non ripulisce il suo dipinto, non si concentra solo su alcuni maestri della banda, ma vuole ricordare il momento come l’ha vissuto lui. Ogni musicista corrisponde a un ritratto perfetto, ognuno è dipinto precisamente nell’atto di suonare: la postura disinvolta, le guance gonfie, l’atteggiamento concentrato, ma anche la resa dello strumento e del leggio. L’auto rossa nell’angolo bilancia il dipinto e aiuta l’osservatore a dirigere lo sguardo verso i componenti della banda partendo da quello più vicino e seguendo con l’occhio tutti quelli in primo piano sino ad arrivare all’angolo opposto. In un salto prospettico si passa dal rosso dell’auto all’azzurro delle camicie che l’artista ha saputo rendere con le opportune ombreggiature a seconda della posizione della luce.

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