La poetica

Bruno Colla nasce e vive a Maser, terra di ville prescelte dai patrizi veneziani che venivano a trascorrere qui i periodi estivi. È sufficiente menzionare Villa Barbaro, più volte raffigurata dal pittore, edificio tra i più significativi del ‘500 veneziano, massima espressione del genio Andrea Palladio.

Molto è rimasto di quelle visioni, nella pittura di Colla; vi è in lui una spiccata tendenza verso il realismo quasi fotografico, insieme all’amore per gli spazi aperti, per la natura che si manifesta in tutta la sua esuberanza. Non si tratta di ingenuo realismo, perché le sue percezioni sensoriali sono frutto di una tensione e di una mobilità che non possono riposare sui dati acquisiti.
È anche curioso, Colla, e la curiosità diventa il presupposto della formazione dell’artista; curiosità verso l’esterno, attrazione al nuovo, stimolo in cui si realizza l’acquisizione di forme inconsuete e originali. Tenta spesso, infatti, vie artisticamente estreme, cerca spazi creativi per celebrare la vita, non è vinto né dallo scetticismo né dalla storia, fa tesoro della lunga esperienza e della ricchezza emotiva accumulata.

Colla possiede una caratteristica oserei dire speciale: le sue percezioni sensoriali diventano, oltre che rappresentazioni obiettive della realtà, anche campo di osservazione di soggetti umili, da riportare con urgenza nel quadro. È lontano però da ogni poetica del negativo, lontano dalla crisi, dall’assenza; afferma nelle sue opere l’aspetto più significativo del dipingere, attraverso una creatività sempre enunciata e corretta. Ciò corrisponde a una delle qualità di Colla: l’ansia del nuovo, il continuo bisogno di mettersi alla prova e autosuperarsi, sensibilità singolare legata, non furbescamente, alle oscillazioni del gusto contemporaneo. Di fronte alle sue opere, inusuali per vastità di superficie, mi passa veloce un pensiero: sete di infinito?
Non ho risposto a questa domanda, Colla è sicuramente attendibile, credibile, veritiero nei suoi slanci volti alla predilezione di soggetti che fan parte della sua vita di tutti i giorni, ma non disdegna occasioni più alte.
Una disciplina rigida, ottenuta con applicazione e costanza, che vuole essere però diretta, lieve, per colmare il fossato fra intuizione e fiducia, portare lo spirito su ciò che si sta compiendo. Il pittore è guidato da un’etica della spiritualità che cerca e offre significati, allontana le paure, coltiva la fede, la condivisione con gli altri, la compagnia, gli affetti per gli uomini, le cose dette con spontaneità e immediatezza.

Colla spesso ripete che non ha immaginazione, che per dipingere ha bisogno di avere di fronte un’immagine, una fotografia. Penso che sia autoironico, giacché ritengo che l’immaginazione sia la madre del sentimento e il segno distintivo della sua natura, il solo vaglio dei sensi. Infatti ricerca l’oggettività, avvalendosi di un mezzo meccanico, la macchina fotografica che produce immagini mute, bisognose di una didascalia per essere interpretate, ma poi innesta la sua soggettività, una forma di astrazione, se vogliamo, una non-figuralità poiché ciò che conta per lui è rendere evidente la sua partecipazione, dando valore essenziale, ad esempio, alla linea che è contorno e confine.
È difficile spiegare l’intimità di Colla, più difficile ancora lo stile espresso nei suoi dipinti, perché la sua pittura non consente dispersioni, ed ogni elemento diventa necessario e insostituibile. Riempie di colore le grandi tele e poi prosegue il suo lavoro, rinforza i toni, delinea i contorni; il pregio maggiore è l’aderenza al tema, con spontanea schiettezza, per cui di fronte ai suoi quadri, accurati nella composizione e nel colore, si può intuire come lì ci sia il meglio della sua pittura.
Colla sente pure il bisogno di esprimere lo spirito del tempo, il sentimento della modernità, che vede l’imporsi di problemi di indole sociale, richiamati dai mezzi mediatici e dalla televisione. Assolve anche il compito di mantenere i legami con la sua terra, la famiglia, gli amici, la banda del paese, i monumenti, ovvero il presente, ciò che è. Non esiste, però, una realtà unica, uguale per tutti, ma tante realtà quanti sono gli individui. Con l’arte Colla produce immagini, i soggetti sono semplici e tale è la composizione.
La luce rimbalza tra le campiture dei piani, innalzandoli e respingendoli, essa ha nelle composizioni una funzione equilibratrice, invita l’occhio a sostare e percorrere le tele nella loro interezza, senza stancare in quanto è viva e portatrice della tensione determinata da un intento nato dall’ispirazione. Essa è forza generata da un assunto sociale o di programma: il suo naturalismo veristico ha fondamenta dell’ampiezza, nel far grande, in superfici vaste, dove lo spazio e l’atmosfera acquistano valore e peso.

Trova modo, il pittore, di conquistare una sua indipendenza stilistica, dipinge per sé infatti, e benché la sua pittura possa suscitare ammirazione o avversione – per via dell’eccesso con cui a volte dipinge, accentuando la grandiosità dei soggetti e amplificando l’intimità - resta tuttavia lontano da sollecitazioni mondane. Non è disposto a sacrificare le sue qualità al successo pratico, inserisce elementi che testimoniano le sue personali conquiste pittoriche, virtuosistiche a volte. Penso a effetti di prospettiva, arditi e originali, esasperati nella resa della realtà. Grandiosità di impostazione, pittura solida, colori netti, anche se talora i suoi dipinti risentono di un certo sentimentalismo veristico che comunque non provoca inquietudine o sconcerto, ma indecisione dovuta alla sorpresa di tele fin troppo spaziate. Eppure l’enfasi e l’intento descrittivo prevedono una stretta adesione al tema proposto e le libere osservazioni del reale si risolvono in una esecuzione di campiture cromatiche dipinte con vigore, segnate ad indicare il gioco dei piani e il precisarsi della prospettiva.

Gianmaria Fonte Basso

Biografia

BRUNO COLLA nasce a Maser, paese del trevigiano, posto ai piedi dei colli asolani; luogo felice, baciato dal sole, preservato dalle fredde nebbie della pianura per la leggera altitudine.
Il pittore inizia a dipingere sin da giovane e, dopo un breve periodo dedicato
esclusivamente al lavoro, viene catturato nuovamente dalla passione per
il mondo dell'Arte. Si dedica così alla pittura ad olio e acrilico, aiutato dall'utilizzo della macchina fotografica, strumento che lo affascina da sempre.

La sua pittura è cresciuta negli anni anche grazie ad alcuni corsi che
gli hanno permesso di affinare la sua tecnica pittorica.

Una delle sue più belle opere dedicate al mondo femminile risale al 1945 La Triestina, un dolce ritratto di una fanciulla che ogni mattina gli preparava il caffè nello sfondo di una Trieste del secolo scorso e che nel 2018 ha incantato la critica di Art Basel Miami.

Altri volti femminili noti sono: Eleonora Duse un chiaro richiamo alla terra d’origine e un elogio alla bellezza intellettuale, Marilyn Moore, Sabrina Ferilli, la Nobile di Maser, le Belle Epoque, curate e reinterpretate sono la Vecchietta del Giorgione 1959, alla Gioconda e all’ultima cena.

Alcuni paesaggi di città che hanno segnato i viaggi della sua vita: Milano di Notte del 1957, Roma 2004 Cortina del 2007, Venezia del 1976 Villa Maser 2002, Asolo 2002, Parigi 2001, Bassano del 2017, Castel Brando del 2007
Non poteva mancare una lunga serie di opere dedicate al Sacro: la Madonna di Maser 2003, La via Crucis 1994 e la Natività del 2018
Un capitolo a parte, va dedicato ai suoi astratti circa 300, il più famoso è l’Infermo 2011 acrilico su tela, le Ruote della fortuna 2011 acrilico su tela, che fatto impazzire il pubblico di Atre Padova, e il Vulcano esposto in galleria D’eM 2017 il quale ha attirato anche l’attenzione di Vittorio Sgarbi

Esposizioni

2004 personale a Castel Brando (Treviso)
2006 personale a Villa Benzi (Treviso)
2007 Collettiva a Cordignano 
2010 Arte Padova
2011 Pubblicazione del volume autobiografico
dal 2013 al 2017 collettiva Biennale Maser
2017 collettiva in Galleria D’EM Venezia 
2018 Collettiva Arte Basel Miami con pubblicaIone annuario Mondadori

Eventi 2019

-Fiera Arte Dolomiti collettiva (febbraio 2019)
-ProBiennale 2019 (maggio 2019)
-Hotel Belvedere Bassano  (da maggio a Luglio 2019)
-Castelbrando personale (da Maggio a settembre 2019)
-Spoleto Arte festival due Mondi ( luglio 2019)
-Comune di Asolo personale (ottobre 2019)
-Arte Fiera Padova (novembre 2019)
-Art Basel Miami (dicembre 2019)

© 2012 Bruno Colla - http://www.brunocolla.it
Bruno Colla vive a Maser, espone in Via del Sole 36 a Farra di Soligo (TV)- cell.+39 393 357 9999- mail: brunocollamaestro@gmail.com